27 Novembre 2020

Il tema formativo

Scopriamo insieme il tema educativo della nostra estate ragazzi, dove il mettersi in cammino è la bellezza di incontrare nuovi amici!

L’amicizia, segno della Grazia che viene da Dio.

L’Oratorio San Franco mette al centro del proprio Progetto Educativo per il grest 2018 il tema dell’Amicizia. Si tratta di un argomento molto ampio, presentato in tanti contesti differenti e in mille modi diversi; noi vogliamo però trattare questo tema a partire dal concetto di Grazia di Dio. La parola “Grazia” è suggerita da papa Francesco come il cuore del tema della GMG del 2018: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30).
Oggi è più che mai urgente proporre in un Oratorio estivo, un progetto educativo centrato su parole ed esperienze che esprimano dei “fondamentali” condivisi per la vita di ogni persona, in particolare per la vita dei più giovani. Anche se attraverso momenti di paura, fatica e fragilità, essi sono chiamati a progettare e operare scelte ispirate ad accoglienza e ospitalità sia nei confronti di se stessi sia nei confronti di ogni “altro”.
Nel Progetto educativo dell’estate ragazzi di quest’anno, alcuni di questi “fondamentali” sono raccolti attorno ai verbi “Incontrare”, “Camminare”, “Conoscere” e “Scegliere”. Ognuno di essi verrà a sua volta declinato in ulteriori quattro parole che tracceranno le 16 tappe del percorso dell’oratorio estivo.
Nelle Scritture la “Grazia” esprime l’atteggiamento di Dio nei confronti dell’umanità e di ogni essere umano e dunque è la sua attenzione e la sua cura per tutti i suoi figli, ovunque essi si trovino e per qualsiasi “diversità” essi si caratterizzino. Potremmo dire che la “Grazia” è l’Amicizia di Dio stesso, e dunque è anche la forza che Egli dona alle donne e agli uomini per attraversare ogni “paura” e per diventare e rimanere amici tra di loro.
Proprio alla luce della parola “Grazia”, i quattro verbi elencati più sopra assumono un nuovo significato. Per i cristiani, infatti, è in Gesù Cristo che la “Grazia” di Dio si manifesta pienamente: ad ogni persona è rivolto l’invito ad accogliere il dono della Grazia e quindi ad “Incontrare” Gesù e il suo sguardo, a “Camminare” con Lui, a “Conoscere” le Sue parole e Suoi gesti e, infine, a “Scegliere” di rimanere con Lui.

Il Sinodo dei Giovani – #VedraiCheAmico

Il tema dell’Amicizia per l’animazione estiva si arricchisce di ulteriori suggestioni grazie alla riflessione che la Chiesa sta proponendo con il Sinodo dei Giovani. Nel Documento preparatorio (“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”) si afferma: “la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia”.
Il progetto educativo in linea con il Sinodo dei Giovani permette di allargare lo sguardo e di riscoprire l’Amicizia come luogo privilegiato di ricerca di senso, esperienza che manifesta il bisogno di pienezza e di amore autentico.
L’Amicizia infatti ha a che fare profondamente con il “progetto di vita” che ogni giovane tesse e realizza quotidianamente con differenti cammini di crescita. Nel confronto aperto e sincero tra pari e con figure adulte significative, le diverse esperienze di vita sono vissute con tenacia e interpretate con ottimismo perché i tempi e la fatica dei singoli sono rispettati e valorizzati.
Il progetto educativo che Oragiovane ha pensato per il l’Oratorio Estivo 2018 e che noi abbiamo adottato vuole proprio inserirsi nel “cammino-insieme” (syn-odòs) che il Sinodo rappresenta e dare la parola ai più giovani, ai “piccoli” che per la Chiesa hanno una funzione “profetica”: “Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi”.

Il discepolo amato

Come “icona” evangelica di riferimento per il Sinodo dei Giovani, la Chiesa propone il “discepolo amato” che nel Vangelo di Giovanni viene tradizionalmente identificato con lo stesso apostolo Giovanni. Ci sembra un’immagine molto bella ed estremamente significativa per il percorso che questo Progetto Educativo suggerisce di intraprendere, soprattutto per la formazione animatori. Il discepolo amato – si afferma nel Documento preparatorio del Sinodo – identifica “sia la figura esemplare del giovane che sceglie di seguire Gesù, sia «il discepolo che Gesù amava»” (Gv 13,23; 19,26; 21,7).
Ecco altri passaggi che presentano questa figura evangelica nel medesimo Documento: Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”.
Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,36-39) […]. Grazie al coraggio di andare e vedere, i discepoli sperimenteranno l’amicizia fedele di Cristo e potranno vivere quotidianamente con Lui, farsi interrogare e ispirare dalle sue parole, farsi colpire e commuovere dai suoi gesti.

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