17 Giugno 2021
News
percorso: Home > News > News Generiche

Il nostro presepe al tempo del Coronavirus

23-12-2020 18:01 - News Generiche
Il Natale comincia con l'Annunciazione
Il Natale di Gesù è stato atteso per secoli dal Popolo di Dio: Israele per secoli ha atteso il Messia, invocando con ansia la sua venuta: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti» (Isaia, 63,19). In ultimo, l'Annuncio della venuta del Messia è stato dato a Maria, nella sua casa di Nazaret, da un Angelo con queste parole: «“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. […] Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”» (Luca, 1,28-31).
Da quel momento, la vita del Bambino Gesù cominciò a fermentare nel seno di Maria.
In lei cominciarono i “Tempi nuovi”, quelli della nuova e perfetta Alleanza.
In lei cominciò il cristianesimo che è la persona di Gesù che nascerà da lei a Natale.
Il Sì detto da Maria all'Angelo è la paroletta breve e a punta che attraversa tutta la sua vita, quella di Gesù e la nostra: da quella parolina dipende tutta la “storia della salvezza” fino all'ultimo Giorno. Grazie a Maria per il Natale. È un dono del Padre e di Maria.

Natale e l'umiltà del Dio trinitario
- Il Natale è evento trinitario: il Padre ha inviato il Figlio nel mondo per poter inviare, con lui, lo Spirito su di esso. Un evento bellissimo procurato a noi dall'umiltà tre divine Persone.
- L'umiltà del Padre: consegna il Figlio. Il Padre a Natale si umilia insieme con il Figlio; prende parte, cioè, alla sua umiliazione. È chiaro, allora, che il Padre sia ‘implicato', in modo necessario ed essenziale, alla generazione del Figlio nel tempo, allorché nasce «da Donna» (Gal 4,4). È l'umiltà del Padre che ci dona la grazia natalizia dell'umiliazione salvifica del Figlio.
- L'umiltà del Figlio: si fa Servo. Il Figlio nell'Incarnazione assume la condizione servile; vela la sua gloria; oscura lo splendore della sua relazione filiale con il Padre (cf. Fil 2,6-8). Nel «bambino avvolto in fasce» e giacente nella «mangiatoia» (Lc 2, 12) la fede fa intravedere il Crocifisso appeso al patibolo: la ‘nudità' del Natale è profezia mesta della ‘nudità' del Venerdì santo.
- L'umiltà dello Spirito: opera ‘di là del Verbo'. Nel vortice dell'Incarnazione entrano anche la persona e l'opera dello Spirito. Il glorioso Verbo s'è fatto umile carne nel seno della Vergine Maria «per opera dello Spirito Santo», come diciamo nel Credo. Lo Spirito si è umiliato a Natale: lì si è fatto, a sua volta, Servo del Servo di Dio, che è Gesù.

Si ringrazia l'autore del presepe, Rossano Bruni, coadiuvato da Rocco Di Quinzio.

Preghiera a Gesù Bambino
Entriamo nella tua grotta
prostriamo dinanzi a te,
poggiando la nostra anima
sulla nuda terra,
Piccolo di Dio.

Ti chiediamo di ridarci
il nome che abbiamo
bruciato nei fuochi del tempo.
Ti chiediamo di ridarci
l’ora della nostra origine
che abbiamo dimenticato
sotto i colpi metallici
d’un presente selvaggio
che ci ha martellato l’anima
e triturato il cuore.
Ti chiediamo di ridarci
la soglia della nostra meta,
che abbiamo smarrito
nelle more dell’esodo.
Tu ci guardi
con occhi di luce,
Piccolo di Dio,
mentre noi ti guardiamo
solo con occhi di pianto.
Veniamo a te con mani forate
perché le ricolmi
di semi di bene,
tu che sei tre volte
un Dio di cuori.

Tu apri a noi le tue mani
piene di dolci grazie,
noi dischiudiamo le nostre mani
colme solo di vento.
Tu ci sorridi
con il tuo viso in pace,
noi ti cantiamo
solo canti di miseria.

Ma al tremulo lume
delle nostre lampade lievi
riprendiamo
il duro pellegrinare
sulle erbe di Dio
all’unisono col battito
del tuo cuore,
Piccolo di Maria.

Infine, ti chiediamo,
Bambino di Betlemme,
d’insegnarci a sillabare
il primo verbo della nostra vita:
fa’ che sappiamo dire con umiltà
io sono”,
promettendo all’altro
una custodia fedele;
concedici di dire con gioia
“tu sei”, mentre cerchiamo
nel volto del fratello
la verità del nostro;
facci il dono di dire con giustizia
“egli è”, perché
– lo griderai sul monte –
l’uomo vale più di molti passeri;
insegnaci a dire con cuore grato
“noi siamo”, vivendo in letizia
la compagnia della vita;
facci capaci di dire
con discrezione
“voi siete”, riconoscendo
che non scriviamo da soli
tutte le pagine del libro;
ottienici di dire con sapienza
“essi sono”, non condannando
mai nessuno, ma ritessendo
sempre daccapo la tela
che la violenza distrugge.

Così sia.





Preghiera scritta dal parroco don Michele Giulio Masciarelli

Realizzazione siti web www.sitoper.it
Il prodotto è stato inserito nel carrello

continua lo shopping
vai alla cassa
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account