15 Gennaio 2021

24 dicembre - IX giorno

Il canto della Vergine-incinta
(nono mese)


LA VERGINE INCINTA CANTA IL SUO SIGNORE
(Parafrasi del “Magnificat”)

L’anima mia magnifica il Signore…

Al culmine di un cammino di umile servizio
che consumasti in fretta con impeto di zelo,
s’aprì nel canto la tua bocca di serva lieta
del tuo gran Signore che ti volle come figlia eletta.
Fu un dolce canto, solista e a più voci,
arpeggiato dai mille silenzi della tua vergine anima.
Entrasti per i varchi del resto buono d’Israele,
la tua ‘santa gente’ che t’iniziò al grazie e alla lode.

Cantasti per l’Israele nuovo, che radunavi
nella tua persona, perché di esso
tu fosti inizio e primo seme.
Così cominciasti sommessamente il canto
mentre il Padre, ridente di gioia, t’ascoltava:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”.

Cantasti, in un tripudio di festa,
che pervadeva il tuo cuore, una lode vibrante
all’indirizzo del Dio tre volte santo
che guardò con occhio dolce la tua vita umile
mentre ti disponevi a farti Serva del Regno
offrendoti come Madre-Vergine
al severo e amabile Natale del tuo Figlio.

Cantasti, come discepola fedele,
alla venuta del Figlio nel tuo santo seno
per farsi uomo e al suo cammino messianico
che intravedevi finire sotto la Croce,
il nuovo Albero della vita e della sapienza.

Cantasti, in contro-melodia, echeggiando
il grido della Nona Ora, elevato al cielo
in un meriggio rosso di odio e di sangue
dal secondo Adamo – tuo Figlio e tuo Sposo –
mentre moriva per te, quale Figlia di Sion,
profetica icona di tutte le chiese radunate
nel nome del Figlio e quale come Donna amata,
innocente figlia di Adamo,
segno bello della famiglia degli uomini
radunata sotto il sole di Dio da sempre a sempre…

Cantasti, quale nuova Eva, alle tue nozze martiriali
con l’Adamo buono, che ti rendeva dall’alto del Legno
il suo estremo amore di Sposo e sigillava
col vincolo del sangue versato dai suoi polsi feriti
la fedeltà al patto nuziale con te, sua vergine Sposa.

D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata

Il canto della lode e dell’esultanza
cambiò presto registro: divenne melodiosa profezia.
Indovinasti, con intuito credente,
che le generazioni future ti avrebbero detta beata.
E noi siamo fra esse a beatificare la tua vita
di prima discepola di Cristo,
di donna di Vangelo, di solerte operaia del Regno.
E, anche noi, gli ultimi fratelli deboli
del Figlio tuo ti diciamo beata
perché sei l’innocente figlia di Adamo
la colma di grazia e di bellezza,
perché sei la Glorificata che, dalla destra del Figlio,
perché guardi i nostri cammini e fai missione con noi
da Lassù, il glorioso posto accanto a tuo Figlio
e ci stai vicino, in splendida compagnia di lui,
che con noi è più intimo di noi stessi.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e santo è, il suo nome…

La grazia divina accese la tua memoria grata
e tu orientasti lo spirito alle ‘grandi cose’
compiute dal santo e onnipotente tuo Signore,
che ai tuoi occhi credenti apparvero
tutte radiose di santità e ricche di magnificenza.

Grande ritenesti la chiamata alla vita
che per te fu senza macchia alcuna
e da subito bella più del sole.
Dio ti creò riboccante di santità:
il peccato non trovò neppure
un piccolo varco per insinuarsi
nella candida plaga della tua vita.
Benedetta dall’Altissimo,
fosti generata creatura di luce,
per chiamare ai piedi del faro
i pellegrini d’ogni ora buia del tempo.
Nella sua sapienza di Dio,
che sa solo amare, volle che tu fossi
specchio di bellezza per i pellegrini
della sterminata carovana umana,
aurora del mondo nuovo abitato
solo da uomini giusti e di perdono,
profezia dei tempi nuovi tessuti solo
con le bianche ore della pace.

Grande ti apparve la maternità
che Dio ti diede in puro dono.
Tu, la Credente, lanciando
lo sguardo spaventato dentro
le azzurre parole di Cielo
dell’Angelo annunziante, scorgesti
i molti riflessi d’una stessa grazia
e, al vertice del tuo Magnificat,
ne contemplasti le candide bellezze
irradiate con leggerezza in ogni dove.
Così, all’irraggiarsi a stella del dono
corrispose, in sintonia piena,
la luce policroma della tua fede,
che ti aiutò a scendere nel nero
vortice del Mistero per essere
la Madre di Dio,
la Madre del Messia liberatore,
la Madre della chiesa,
la Madre di tutti i redenti,
la Madre della famiglia planetaria…

Grande ti apparve, infine,
Donna di Nazaret e di Betlemme,
la tua condizione di creatura senza pari,
traversarono la tua memoria credente
i titoli che Dio scolpì sulla tua anima:
Donna povera, umile, obbediente,
Donna forte, saggia, intrepida,
Donna del silenzio e dell’ascolto.
E di più, di più ancora:
Prima discepola di Cristo,
Fedele compagna del Redentore,
Tenace pellegrina sulle vie del Regno,
Madre tenera dei due Adami,
Abitatrice discreta della tenda planetaria,
Fulgida Signora della Città celeste…

Di generazione in generazione la tua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Dopo la memoria credente, tu, Maria di Sion,
attivasti la tua attenzione amorosa e notasti
che, nello scorrere dei giorni, la tua misericordia
s’espande come profumo di grazia
fra le generazioni degli uomini.
Dio impone la signoria
della sua carità senza limiti:
carità con i figli fedeli e con quelli ingrati,
carità con chi lo prega e con chi lo bestemmia,
carità ostinata e smisurata con tutti e con ognuno…

Di generazione in generazione la tua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Di generazione in generazione la tua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Di generazione in generazione la tua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Amen.

Questa è parola che tu non hai cantato,
Figlia di Sion, chiesa nascente.
Fulgida Signora della Città celeste.

Questa è parola che la chiesa adulta
ha posto a sigillo del tuo canto.
Amen per dire a te che condivide
la tua lode e il tuo grazie
al Dio tre volte buono e santo.
Amen per dire a te che consente
col tuo racconto di storia della salvezza
che vede protagonisti te, Israele e noi.
Amen, infine, per professare con te
la ferma fede nel Dio trinitario
che ci affida al Figlio e allo Spirito,
le due sante mani del Padre
con cui il Padre ci liberati
e ha elevato la nostra vita all’altezza
del suo cuore facendoci
figli nel Figlio e figli dallo Spirito,
il vertice più alto dove poteva portarci…

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