15 Gennaio 2021

18 dicembre - III giorno

L'accendersi dello stupore
(terzo mese)


1. La Vergine incinta è lo stupore. Ogni spirito religioso e più ancora ogni spirito mistico fa l’esperienza dello stupore, parola sorella di meraviglia. La Vergine di Nazaret ha vissuto con trepidante stupore la sua gravidanza perché portava in sé il Figlio di Dio (miracolo inaudito) che si sta facendo uomo (creatura stupefacente). Infatti, non qualche uomo, ma qualsiasi uomo (perfino il più deprivato di doti creazionali e di grazia) è causa di sorpresa, di stupore, di meraviglia, di trasalimento, di «sbigottimento» (S. Agostino, Conf. 10,8.15). Ma, congiungiamo la realtà di quel miracolo inaudito a quella di questa creatura stupefacente, e abbiamo la causa dello stupore della Vergine di Nazaret. E manca ancora un motivo per intenderla: l’uomo che va crescendo nel suo ventre è l’uomo perfetto, l’Adamo più di Adamo… E più ancora: se l’affermazione di Gesù «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Gv 14,8) può essere ritenuta un’affermazione che fonda il discorso sul bello perché la verità viene percepita con la comunicazione di una presenza, si capisce che qui nasce lo stupore perché quando Dio si incarna il mondo diventa un’altra cosa. Ed ancora di più: se lo stupore nasce vedendo il Figlio, che fa vedere il Padre, la Vergine di Nazaret vive uno stupore indicibile perché quel Figlio di Dio e suo non l’ha ancora vista.

2. Preghiamo la Vergine perché lo stupore sia un colore della nostra anima. Esaminando la nostra vita sentiamo il bisogno di riabilitarci allo stupore credente, ossia alla riverenza davanti al respiro dello Spirito di Dio che permea e anima tutta la l’esperienza umana e cristiana. Maria ce l’ottenga dal suo Figlio in grembo come dono permanente.

Vergine incinta di Cristo,
col suo Sì all’annuncio dell’Angelo,
hai permesso la concezione del Figlio
nel tuo seno verginale
diventando così l’evento-cerniera
della storia degli uomini.
In te s’è compiuto l’anelito
alla salvezza dei popoli,
espresso dalla speranza d’Israele:
in te l’attesa universale del Messia
ha coinciso con la tua attesa personale.
La bellezza così si fa legame luminoso
che intreccia la storia d’Israele
e la tua, splendida Figlia di Sion.
La tua è una bellezza a chiaro-scuro:
col tuo Sì possiamo dire:
prima e dopo, il mondo vecchio
e quello nuovo, la prima
e la seconda creazione.
Grazie, Vergine incinta di Gesù per noi
e grazie per bellezza irradiante:
del tuo Sì prenatalizio che s’apre a stella
verso il Sì del Creatore (il «fiat lux...»)
indirizzato alla prima creazione
e verso il Sì di Cristo al Getsemani,
mirato alla creazione nuova, di cui,
Vergine di Nazaret, sei il fiore più bello. Amen amen.

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